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mercoledì, 11 ottobre 2006

Drugstore - Songs For The Jet Set (2001)



DRUGSTORE - SONGS FOR THE JET SET
una chitarra, uno xilofono, e undici giorni di maggio

E' tutta la mattina che sento dell'acqua scorrere per strada, come se qualcuno stesse lavando l'asfalto. Ogni tanto guardo giù per capire, ma non vedo nessuno, eppure il rumore è vicino come se fosse oltre la mia finestra. Poi osservo gli alberi, e capisco. Era il vento che passando tra i rami regalava alle fronde quel suono così liquido. Questo basterebbe a descrivere la sensazione che si ha ascoltando l'ultima prova studio dei Drugstore, ormai risalente al 2001.

Una semplicità disarmante, un'omogeneità d'intenti contrapposta al variegato e coloratissimo universo della precedente opera, "White Magic For Lovers" (1998). Le armi del gruppo inglese sono sempre quelle: chitarre acustiche, tastiere come carillon, violoncello. Le canzoni scorrono una dopo l'altra come l'acqua, la maggior parte leggere, lente e soffuse ("Navegando"), qualcun'altra appena più veloce o indiavolata ("I Wanna Love You Like A Man"). Basta la canzone d'apertura, "Baby Don't Hurt Yourself", per avere la sensazione di lasciarsi cullare in un bagno caldo, con le candele che tremolano sui bordi della vasca e le chitarre slide che ti soffiano sottopelle... oppure nella dolcezza del duetto "The Party Is Over", una malinconia che sa di festa finita, con la casa da riordinare e la speranza a rimbombare nel cuore come la ritmica del ritornello. E' vero, alcuni brani possono passare inosservati ("Hate", "Little Girl"), ma se uno ascolta senza farci caso sembrano voler traghettare l'ascoltatore sopra quest'acqua da una canzone ad un sussurro ("Wayward Daughter"). E se per un momento possiamo essere distratti dall'epicità della coda di "Thin Air", con il suo pianoforte saltellante e la sua coralità accennata, presto si ritorna su toni da filastrocca quasi scherzosa con "Allegro Ma Non Troppo" -per due minuti Isabel bisbiglia "I'm allegro ma non troppo, dove e la, dove e la feliccita", testuali parole dal libretto-, per finire con il crescendo folkeggiante di "Flying Down To Rio". Per non contraddire questa intimità, questa coerenza interna, per dirla tecnicamente, il disco si chiude mormorando sottovoce, fino alla ghost track, dove voce acustica e violino passeggiano tenendosi per mano lungo uno spartito che non c'è.

Non aspettatevi il non plus ultra dell'indiefolk acustico: come ho detto all'inizio non è niente più che vento che passa tra le foglie, "Songs For The Jet Set" non ha nulla di pretenzioso, è solo un piccolo semplice disco registrato in undici giorni di maggio, con una settimana di prova alle spalle e l'ultimo giorno per la missaggio, come dice il libretto -più che libretto, un foglio piegato in quattro, con i testi e le foto dell'avventura di una bambolina-.

da "Wayward Daughter"

"If you could see the morning light
Coming through this winter sky
So the mystery unfolds
When the black turns into gold
Long time ago I had a friend
Who told me nothing matters
Then she says “Well then again, life's no laughing matter”
Look at all the crazy people
Running in the dark against the light
Look at all the crazy people
I wonder what goes on inside their minds
I think of you like no one else
Like a wayward daughter
So it seems I had to go
Blood can run like water"

Qualche mp3, per esempio
Vista la totale assenza di video riguardanti questa band e questo album vi posto qualche mp3 in più del solito, come sempre usufruendo di MegaUpload
Baby Don't Hurt Yourself
Song For The Lonely
Navegando
The Party Is Over
Thin Air

Feel-Glass aka Dune Buggy
postato da: feelglass alle ore 14:27 | link | commenti (4) | commenti (4)(popup)
categorie: folk, indiepop, drugstore, new acoustic
sabato, 30 settembre 2006

Drugstore - White Magic For Lovers (1998)



VIVERE COME UNA RAGAZZA SPAZIALE
ovvero il suono della magia bianca per gli amanti


Oggi voglio farvi conoscere quello che secondo me è il cd più ispirato ed espressivo di una delle band più sottovalutate e sconosciute dell'indie-pop anglo-brasiliano: i Drugstore! Notate che è uscito nel 1998 mentre il brit-pop lanciava i suoi ultimi rantoli di dolore nell'etere…

Si parte alla grande con "Say Hello", eccezionale presentazione della band che saluta con uno stile magnificamente elettrico, folk e a tratti messicano tutti coloro che suonano la chitarra, che credono nella vita umana su Marte, che camminano sotto la pioggia e che sono convinti che una fisarmonica ricamando eccezionali riff insieme alla chitarra elettrica può toglierti ogni traccia di sconforto amoroso dagli occhi.
Saltando a piedi uniti 'sto cane di "Mondo Cane" (unico episodio scarsamente incisivo insieme a "I Don't Wanna Be Here Without You"), ecco una chitarra spagnola che con l'intrusione di un quartetto d'archi (in particolare il violoncello di Ian Burdge) annuncia l'arrivo di "El President", unico singolo "famoso" della band, anche grazie alla riuscitissima collaborazione con Thom Yorke, che presta la sua voce più vellutata e ispirata. Poesia e malinconie elettriche ci introducono in "Sober", mentre in "I Know I Could" il violino e l'acustica elettricizzata ci cantano la disperazione e l'illusione di una ragazza dalla sigaretta pendente e dal cuore come un bicchiere vuoto di brandy che sta per cadere dal tavolo della cucina. Ma come noi giovani uomini sappiamo, ogni ragazza si riprende presto il suo onore, la sua vita e la sua felicità, come ci dimostra Isabel Monteiro, cantante-bassista dei Drugstore, in "Spacegirl", orchestrale inno glam martellante (in un preciso punto il rullante di Mike Chylinski fa per bene il suo dovere), vivace e furibondo.

É solo ora che riconosco di aver tra le mani un concept album, in cui ad un primo lato "roboante" ne segue uno low-fi. "Never Come Down", cantata dal chitarrista Daron Robinson, potrebbe essere una solare ballata minore di James tratta da "Pisces Iscariot", mentre con "A Song For Pessoa" dal cielo piove la dolcezza di chi sogna di poter suonare versi ad un poeta ormai scomparso… qui è racchiusa tutta l'armonia e la confidenza che la voce di Isabel può raggiungere sussurrandoci una poesia svanita nel tempo di una notte. In "White Magic For Lovers" le capacità espressive dell'intera band si slanciano come precisissimi e sottili aeroplanini di carta nel vento: questo brano esprime chiaramente l'anima dell'intero album alternando momenti pacati e notturni a ritornelli in cui il sole del "primo weekend di maggio" spinge i suoi raggi oltre una collina… sembra che si compia una vera magia dove le lacrime trovano pace solo nell'acqua e di nascosto in tasca stringiamo un portafortuna magico fatto dai capelli del nostro amore.
"Tips For Travelling", secondo brano di Daron Robinson, è ancora malinconia in stile pumpkins, fatta di gatti neri che solitari attraversano strade abbandonate di paesi sconosciuti. Il gruppo si congeda con "The Funeral (But Most Of All)", una cerimonia come quelle antiche, in cui con una nenia a volte irruente e goliardica Isabel si autocelebra una futura dipartita impossibile, con montagne di neve a luglio, un sacco di soldi per divertirsi nell'aldilà, fuochi artificiali, il sole che saluta la luna, decine di rose attorno al letto e tutti gli ex amanti che si narrano storie spezzacuore, le stesse con cui questa favolosa e magica band ci ha fatto emozionare.

PS (questo PS è come la ghost track del disco, soffice e appena accennato): l'artwork è veramente notevole, coloratissimo di tempere, stelline, brillantini, patchwork, foto a tema e bamboline di amanti voodoo (alla fine di "Spacegirl" la cantante dice ironicamente di odiarle). Tutto ciò rende tale prodotto ancora più appetibile ed apprezzabile!

da "The Funeral (but most of all)":

    "…but please put me somewhere near the sea
    with one caring angel waiting for me
    he'll be holding my heart in his hands
    but most of all
    i'd like to go with a friend"


Bravi! Uno dei primi dischi che ho amato veramente, ero ancora piccolo, strisciava il 1998 e il brit-pop lanciava i suoi ultimi rantoli di dolore nell'etere…

Multimedia, ovvero un po' di cose da ascoltare e da guardare
Say hello
El President
White Magic For Lovers
L'unico video che si trova è quello del singolo "El President" (featuring Thom Yorke)

Feel-Glass aka Dune Buggy
postato da: feelglass alle ore 14:25 | link | commenti (6) | commenti (6)(popup)
categorie: indiepop, drugstore